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Home IPSEMA INPS, visite fiscali dipendenti privati. Cosa cambia? Le nuove regole su esenzione e reperibilità
INPS, visite fiscali dipendenti privati. Cosa cambia? Le nuove regole su esenzione e reperibilità PDF Stampa E-mail
Scritto da Direttivo Associazione   
Venerdì 27 Novembre 2015 20:02

Cambiano di nuovo le regole relative alle visite fiscali che l’INPS effettua sui dipendenti del settore privato. Le novità riguardano in particolare le esenzioni alle fasce di reperibilità previste dalla legge in caso di assenza dal luogo di lavoro per malattia.

Il Decreto Semplificazioni, approvato la settimana scorsa dal Consiglio dei Ministri in attuazione del Jobs Act, introduce delle modifiche alla normativa

vigente allo scopo di amalgamare le direttive esistenti valide per i lavoratori del settore pubblico e per quelli del privato.

 

L’articolo 25 del Decreto Semplificazioni, prevede infatti che attraverso l’emanazione di uno specifico decreto che arriverà nei prossimi giorni, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali stabilisca delle esenzioni dall’obbligo di reperibilità in caso di assenza per malattia per i privati, così come avviene già per i dipendenti pubblici.

Questi ultimi sono esentati dalla reperibilità per le visite fiscali in presenza di determinate condizioni. Nel dettaglio, l’articolo 69 del D. Lgs. 150/2009, prevede che i lavoratori pubblici (dipendenti statali, insegnanti, lavoratori della Pubblica Amministrazione, lavoratori degli Enti locali, vigili del fuoco, Polizia di Stato, Asl e militari) debbano essere reperibili presso l’indirizzo di residenza indicato nella documentazione medica di malattia sette giorni su sette, comprese le giornate non lavorative, i festivi, i prefestivi e i weekend nelle fasce orarie tra le 9.00 e le 13.00 e tra le 15:00 e le 18:00. Sono però contemplate delle motivazioni (gravi) per le quali il vincolo di reperibilità decade. In particolare, l’obbligo di rimanere a casa per attendere il medico inviato dall’INPS non c’è nei seguenti casi: malattie di una certa entità di cui necessitano cure salvavita (malati oncologici, sieropositivi, persone affette da insufficienza renale); infortuni di lavoro, patologie per le quali siano state documentate e identificate le cause di servizio; quadri morbosi inerenti alla circostanza di menomazione attestata; gestazione a rischio. Infine risultano esenti anche i dipendenti che hanno già ricevuto la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato.

Nel caso in cui l’unificazione della normativa stabilita dal decreto Semplificazioni vada in porto, i dipendenti del settore privato, attualmente soggetti ad obbligo di reperibilità in tutti i giorni della settimana nelle fasce orarie comprese tra le 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, potranno godere delle stesse esenzioni previste dai dipendenti pubblici. Vale a dire, se il medico inviato dall’INPS per effettuare la visita fiscale non troverà il lavoratore a casa, in presenza delle condizioni sopra elencate, quest’ultimo non andrà incontro ad alcuna sanzione. Ricordiamo infatti che ad oggi, la “pena prevista” consiste nella perdita del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia, mentre per i giorni seguenti lo stipendio scenderà al 50%.

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