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Home Attività del direttivo Interrogazione Parlamentare situazione marittimi
Interrogazione Parlamentare situazione marittimi PDF Stampa E-mail
Scritto da Direttivo Associazione   
Martedì 09 Giugno 2015 10:32

Presentata dall'On. Cirielli

Premesso che la convenzione STCW (Standards of training, certification and watchkeeping), adottata in sede IMO (Organizzazione marittima internazionale) nel 1978 è lo strumento normativo internazionale che fissa gli standard di competenza professionale propri di ogni figura professionale marittima e ne disciplina la relativa attività di certificazione;

una revisione generale della Convenzione STCW, iniziata nel gennaio 2006, è culminata nella conferenza dei contraenti della convenzione, svoltasi a

Manila dal 21 al 25 giugno 2010, che ha adottato un significativo numero di emendamenti alla convenzione e al codice STCW, che riguardano gli standard di competenza richiesti, particolarmente alla luce delle emergenti tecnologie, introducendo, tra l'altro, nuovi requisiti per l'addestramento e la certificazione dei marittimi;

 

 

la STCW stabilisce i requisiti fondamentali affinché un lavoratore marittimo, attraverso corsi specifici mirati a segmenti lavorativi specifici, periodi di navigazione o attività alternative ma in linea con le proprie mansioni, sia abile ad esercitare la propria professione;

la stessa convenzione obbliga i Paesi firmatari ad emettere un certificato (detto IMO) che traduce la qualifica di ogni marittimo in termini internazionali, in modo che costui abbia la possibilità di lavorare su navi o entità straniere con la garanzia che lo stesso certificato produce;

considerato che:

il decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136, recante «Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare», è stato approvato prima dell'entrata in vigore degli emendamenti apportati alla Convenzione ed entrati in vigore nel mese di gennaio 2012;

il decreto legislativo non è dunque conforme alla STCW e in sede di rinnovo del certificato IMO, l'Italia adotta la disciplina di cui allegato IV del decreto medesimo che risulta essere molto diversa da quanto stabilito dalla sez. A-I/11 della STCW conseguente alle modifiche apportate;

gli emendamenti citati sono oggetto di una nuova direttiva europea 2012/35/UE al cui recepimento sembra che il Ministero stia lavorando;

nel frattempo sia la circolare "Titolo gente di mare" serie XIII n. 27 del 25 novembre 2013, emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sia la circolare ministeriale n. 2696 del 19 febbraio 2014, quanto al rinnovo dei certificati adeguati impongono ai marittimi il rinnovo entro i 3 mesi precedenti o successivi alla data di scadenza, senza che questa disciplina discenda da alcuna norma nazionale o comunitaria;

le Capitanerie di porto, al ricevimento di domande di rinnovo di certificati adeguati per il traffico o diporto effettuate dopo 3 mesi dalla data di scadenza del certificato stesso non provvedono al rinnovo, rigettando la richiesta e applicando quanto previsto dal decreto legislativo n. 136 del 2011, allegato IV, all'articolo 2, comma 1, lettera c), richiedendo il riconseguimento degli esami nonché la ripetizione dei corsi di base per provvedere ad una nuova emissione del certificato adeguato;

prevedere, a giudizio dell'interrogante come d'abitudine, norme più restrittive rispetto a quanto previsto in sede comunitaria e internazionale danneggia i nostri marittimi e ne limita fortemente le possibilità di lavoro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle motivazioni della discordanza tra il testo di legge e le circolari e se ritenga che i limiti temporali ivi disposti siano conformi al dettato della vigente disciplina in materia di rinnovo dei certificati adeguati;

se non ritenga ragionevole, urgente e doveroso modificare le indicazioni temporali contenute nelle circolari allineando la normativa nazionale a quella degli altri Paesi europei e ripristinando una situazione di parità tra i nostri lavoratori marittimi e quegli provenienti da Paesi stranieri;

se non ritenga di dover modificare la disciplina prevedendone l'applicazione retroattiva a quei marittimi che hanno maturato i requisiti di attività lavorativa richiesti dalle Convenzioni internazionali ma che per qualche motivo, spesso indipendente dalla loro volontà, hanno superato il limite di 3 mesi indicato nelle citate circolari e non possono così accedere al rinnovo del proprio strumento di lavoro;

se non ritenga, infine, di dover accelerare il recepimento della direttiva 2012/35/UE.

Si sensibilizza il ministro che i corsi di aggiornamento costano parecchi soldi perché si è creato un mercato a danno dei lavoratori, molti di questi aggiornamento risultano al quanto inutili per chi automaticamente si aggiorna sul posto di lavoro. Si chiede di adottare le misure come approvate in inghiterra dove i corsi di aggiornamento e adeguamento vengono tenuti a bordo della nave senza aggravio di spese per i lavoratori e dove sicuramente trovano tutte le attrezzature reali e non simulate come in un aula didattica.

Se il ministiro si rende conto che rinnovare tutti i certificati dei lavoratori che adesso scadono il 01 gennaio 2017 e una operazione impossibile con le procedure che adottano le capitanerie, basti pensare che solo per un certificato bisogna fare istanza in bollo, poi si prendono 15 giorni per verificare il tutto , poi deve andare alla firma del Comandante del porto, insomma  per il rinnovo ci vuole un mese e ogni marittimo ha in media 4/5 o addirittura 7 certificati da rinnovare il che tre mesi prima del 01 gennaio 2017 si intaseranno gli uffici e molti marittimi non potranno lavorare a causa della buracrazia senza tener conto che nella maggior parte delle capitanerie gli uffici sono aperti solo di mattina dalle 10 alle 12.

Si chiede di modificare il DM del 4 dic 13 n 1365 che ha istituito dei corsi obbligatori di formazione presso istituti autorizzati con frequenza obbligatoria ed esame finale ( 300 ore per gli ufficiali di coperta 570 per quelli di macchina ).
E’ appena stata pubblicata una ulteriore circolare applicativa che alleghiamo e che dispone che alla prossima sessione invernale di esami per i titoli STCW bisogna obbligatoriamente frequentare i corsi di formazione per poter accedere all’esame.
Se si leggono i programma Vi accorgete che chi vuole accedere alla carica direttiva, deve ripetere tre volte gli stessi argomenti  per sostenere tre esami simili ( maturità’ (istituto Nautico) , corso formazione , esame titolo in CDP ) che vertono sulle stesse materie, sia limitativo per la cultura e la formazione dei nostri ufficiali.

Adesso il business dei corsi di addestramento chiedendo ai giovani ufficiali 25/26 anni con una famiglia sulle spalle  cifre di 6000 (seimila) euro per ripetere sui banchi di scuola argomenti già studiati sia con la maturità che per l accesso della professione marittima come ufficiale , inoltre bisogna pensare che ragazzi che iniziano a costruire una famiglia per seguire queste lezioni inutili devono rimanere senza lavoro per sei mesi, in più logicamente, si iscrivono alle liste di disoccupazione con aggravio di costi per lo stato.

 

Insomma questa è solo una parte dei problemi che afflingono la nostra categoria, sono tutti problemi burocratici e di normative, perché  non si ha la giusta conoscenza di cosa sia l attività lavorativa e le conoscenze che si devono a bordo di una nave.

Abbiamo più volte chiesto al ministero un tavolo di lavoro , di confronto il quale solo in una occasione ci è stato promesso ma non siamo mai stati convocati.

Personalmente pensiamo che chi deve discutere di adeguamenti e aggiornamenti sulle attività e lavoro su una nave , in primis lui stesso deve essere in possesso delle certificazioni e deve conoscere come va gestita e condotta una nave.

Vi chiediamo di istituire un tavolo di confronto con noi associazioni dove poter discutere delle problematiche del settore ma con funzionari che conoscono le attività di una nave, e che come in passato mantenere le capacità e conoscenze elevate nella nostra categoria per poter competere con personale dei paesi emergenti a costi minori.

 

Meta , 12 maggio 2015

 

Il Presidente Associazione Nazionale Gente di Mare

 

 

Comandante

Antonino Persico

 

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