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Home Attività del direttivo Interrogazione a risposta orale 3-01623 presentata da MANUELA GRANAIOLA
Interrogazione a risposta orale 3-01623 presentata da MANUELA GRANAIOLA PDF Stampa E-mail
Scritto da Direttivo Associazione   
Lunedì 11 Maggio 2015 18:30

Senato della Repubblica – 3-01623 – Interrogazione a risposta orale presentata dalla Senatrice Granaiola (PD) il 10 febbraio 2015.

GRANAIOLA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

la convenzione STCW (Standards of training, certification and watchkeeping), adottata in sede IMO (Organizzazione marittima internazionale) nel 1978 è lo strumento normativo internazionale che fissa gli standard di competenza professionale propri di ogni figura professionale marittima e ne disciplina la relativa attività di certificazione;

una revisione generale della Convenzione STCW, iniziata nel gennaio 2006, è culminata nella conferenza dei contraenti della convenzione, svoltasi a

Manila dal 21 al 25 giugno 2010, che ha adottato un significativo numero di emendamenti alla convenzione e al codice STCW, che riguardano gli standard di competenza richiesti, particolarmente alla luce delle emergenti tecnologie, introducendo, tra l'altro, nuovi requisiti per l'addestramento e la certificazione dei marittimi;

 

la STCW stabilisce i requisiti fondamentali affinché un lavoratore marittimo, attraverso corsi specifici mirati a segmenti lavorativi specifici, periodi di navigazione o attività alternative ma in linea con le proprie mansioni, sia abile ad esercitare la propria professione;

la stessa convenzione obbliga i Paesi firmatari ad emettere un certificato (detto IMO) che traduce la qualifica di ogni marittimo in termini internazionali, in modo che costui abbia la possibilità di lavorare su navi o entità straniere con la garanzia che lo stesso certificato produce;

considerato che:

il decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 136, recante «Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare», è stato approvato prima dell'entrata in vigore degli emendamenti apportati alla Convenzione ed entrati in vigore nel mese di gennaio 2012;

il decreto legislativo non è dunque conforme alla STCW e in sede di rinnovo del certificato IMO, l'Italia adotta la disciplina di cui allegato IV del decreto medesimo che risulta essere molto diversa da quanto stabilito dalla sez. A-I/11 della STCW conseguente alle modifiche apportate;

gli emendamenti citati sono oggetto di una nuova direttiva europea 2012/35/UE al cui recepimento sembra che il Ministero stia lavorando;

nel frattempo sia la circolare "Titolo gente di mare" serie XIII n. 27 del 25 novembre 2013, emanata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sia la circolare ministeriale n. 2696 del 19 febbraio 2014, quanto al rinnovo dei certificati adeguati impongono ai marittimi il rinnovo entro i 3 mesi precedenti o successivi alla data di scadenza, senza che questa disciplina discenda da alcuna norma nazionale o comunitaria;

le Capitanerie di porto, al ricevimento di domande di rinnovo di certificati adeguati per il traffico o diporto effettuate dopo 3 mesi dalla data di scadenza del certificato stesso non provvedono al rinnovo, rigettando la richiesta e applicando quanto previsto dal decreto legislativo n. 136 del 2011, allegato IV, all'articolo 2, comma 1, lettera c), richiedendo il riconseguimento degli esami nonché la ripetizione dei corsi di base per provvedere ad una nuova emissione del certificato adeguato;

prevedere, a giudizio dell'interrogante come d'abitudine, norme più restrittive rispetto a quanto previsto in sede comunitaria e internazionale danneggia i nostri marittimi e ne limita fortemente le possibilità di lavoro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle motivazioni della discordanza tra il testo di legge e le circolari e se ritenga che i limiti temporali ivi disposti siano conformi al dettato della vigente disciplina in materia di rinnovo dei certificati adeguati;

se non ritenga ragionevole, urgente e doveroso modificare le indicazioni temporali contenute nelle circolari allineando la normativa nazionale a quella degli altri Paesi europei e ripristinando una situazione di parità tra i nostri lavoratori marittimi e quegli provenienti da Paesi stranieri;

se non ritenga di dover modificare la disciplina prevedendone l'applicazione retroattiva a quei marittimi che hanno maturato i requisiti di attività lavorativa richiesti dalle Convenzioni internazionali ma che per qualche motivo, spesso indipendente dalla loro volontà, hanno superato il limite di 3 mesi indicato nelle citate circolari e non possono così accedere al rinnovo del proprio strumento di lavoro;

se non ritenga, infine, di dover accelerare il recepimento della direttiva 2012/35/UE.

(3-01623)

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Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Maggio 2015 18:35
 

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